Considerando che ridurre la “massa sospesa” di un veicolo è comunque importante per migliorarne prestazioni e guidabilità, e che le sospensioni ci aiutano a compensare gli eventuali “sovrappesi” (argomenti che certamente affronteremo nei prossimi articoli), in questo articolo voglio affrontare l’aspetto della “massa non sospesa” che, secondo me, è sicuramente più complesso, ma che aiuta a comprendere alcuni concetti chiave dell’argomento “masse”.
Ridurre la massa non sospesa, può essere riassunto semplicemente in: Minore è il peso della massa non sospesa e migliore sarà la capacità dei pneumatici di rimanere a contatto con il fondo stradale.
ll concetto di “inerzia” che determina la “tendenza di un corpo a mantenere il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme” ci aiuta a capire quello che avviene “sotto” alla moto quando questa è in movimento.
In pratica, quando un veicolo procede ad una data velocità, le asperità stradali producono una conseguente variazione di velocità, lungo l’asse delle sospensioni, alla “massa non sospesa” (pneumatici, cerchi, dischi, pastiglie, foderi delle forcelle, forcellone, etc.), sollecitando la molla degli ammortizzatori. Tanto maggiore sarà la velocità del veicolo, tanto più la massa non sospesa complessiva produrrà sollecitazioni alla molla che tenderanno a “staccare” la ruota dal suolo.
Da questo l’importanza di ricercare soluzioni (tecniche e tecnologiche) per ridurre al minimo questo fenomeno e mantenere il veicolo stabile.