Visto il perchè è importante ridurre le masse non sospese, (vedi: articolo precedente) vedremo adesso come farlo.
Nonostrante in alcuni casi sia praticamente impossibile ottentere una riduzione di peso apprezzabile (es pneumatici, olio dei freni) c’è la possibilità di intervenire su alcune parti ed ottenere dei buoni risultati. Ovviamente per ciascun argomento, esistono in commercio soluzioni più o meno valide, più o meno costose, più o meno efficaci, tutto sta a scegliere la soluzione più adatta, purchè questa non sia MAI a scapito delle sicurezza.

Dischi freno:
Si possono adottare soluzioni che utilizzino strutture di supporto molto leggere unite a soluzioni che riducano la dimensione della “pista frenante” (utile anche a ridurre “la massa volanica” delle parti rotanti) fino a montare dischi in carbonio, sicuramente molto costosi, e col limite di non frenare al di sotto di determinate temperature. (approfitto di questo argomento per sfatare un mito: In MotoGP si usano freni al carbonio per l’unico scopo di ridurre le masse non sospese e le masse volaniche, non perchè frenino più dei freni tradizionali, anzi “l’aggressività” dei freni al carbonio è molto incostante al variare della temperatura, infatti con la pioggia si adottano freni tradizionali.

Pinze freno:
Le pinze rappresentano senz’altro un elemento che influisce molto in termini di “massa”,sono molte le soluzioni proposte dalle case, ma proprio per le caratteristiche che queste devono avere (affidabilità al variare delle temperature, rigidità, “morso” potente e modulabile) diventa difficile coniugare questi elementi con materiali leggeri e tecniche costruttive. Questo ne fa un elemento costoso.

Cerchi:
Ecco un elemento su cui lavorare ed ottenere risultati “apprezzabili” anche da parte del pilota meno attento. I cerchi influiscono molto dal punto di vista massa “pura”, che in termini di massa volanica (altro argomento importante che affronteremo in seguiro).
Anche se i cerchi montati sulle nuove Ducati (mi riferisco ai Marchesini in alluminio forgiato) sono già molto leggeri, si può contribuire ulteriormente alla riduzione delle masse “sotto molla” utilizzando cerchi in magnesio, oppure in carbonio (in questo caso affidatevi a produttori che costruiscano cerchi in un unico pezzo, senza parti incollate).

Forcella e piedini di forcella:
Le forcella (almeno in parte) fa parte della massa non sospesa, più precisamente la parte al di sotto delle molle, gli steli se la moto monta la forcella “rovesciata” (upside down) oppure i foderi se la moto monta la forcella “dritta” (downside up). Essendo ovviamente i foderi, contenenti il sistema idraulico e le molle stesse, più pesanti degli steli diventa preferibile montare forcelle rovesciate allo scopo di ridurre le masse sotto molla. E’ inoltre fondamentale, al fine di ridurre il peso in “basso”, fare anche un’attenta valutazione dei “piedini di forcella” (il punto di unione tra routa, forcella e pinza freno) che devono coniugare leggerezza e rigidità.

Forcellone:
Il forcellone rappresenta un elemento di massa abbastanza rilevante su cui è possibile intervenire avvalendosi di prodotti leggeri come il magnesio o materiali compositi (fibre di carbonio o miste carbonio/kevlar). Durante le valutazioni da fare, occorre però, tenere presente non solo il guadagno di peso “assoluto” che si otterrebbe dalla sostituizione di questo elemento, ma anche dal comportamento “dinamico” al quale sarà sottoposta la ciclistica della vostra moto una volta sostituito.

Catena, corona e pignone:
Catena, corona, e pignone, essendo organi in movimento (rotazione), contribuiscono soprattutto all’incremento delle masse volaniche, ma la massa “assoluta” della corona e della porzione di catena che la avvolge è anche considerata massa non sospesa. Partendo dal presupposto che realizzare la catena in “lega leggera” è impensabile, per alleggerirla si può intervenire modificandone la sezione con una a “larghezza” ridotta rispetto alla catena di serie. Questa operazione è possibile (ovviamente) riducendo contemporaneamente anche lo spessore di pignone e corona. E’ possibile, inoltre, montare una corona “leggera”, in lega di alluminio oppure in titanio (poco resistente all’usura la prima, molto costosa la seconda). Il pignone, elemento molto sollecitato dalle potenze in gioco e dall’elevato numero di rotazioni compiute, rispetto alla corona, dovrà essere necessariamente in acciaio, ma essendo calettato al motore, non e’ considerato parte della massa non sospesa.

Bulloneria:
Il tutto è tenuto insieme da viti e dadi il cui peso va a sommarsi a quello delle altre parti.
Vasta è la gamma di bulloneria in lega leggera (Alluminio serie 7000 detto anche Ergal), ma la bulloneria non sospesa è quella di fissaggio di freni (dischi e pinze) e ruote. La bulloneria in ergal è molto accattivante per i colori in cui viene proposta, ma si tratta comunque di Alluminio.
Cercate di preferire bulloneria di qualità in Titanio.